La principesca suite nell'ala orientale del primo piano nobile ancor oggi conserva il nome di uno dei suoi ultimi inquilini storici, Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, duca degli Abruzzi, celebre esploratore, navigatore, alpinista, ammiraglio, nato a Madrid il 29 gennaio 1873, mentre suo padre Amedeo era re di Spagna. L'appartamento è formato oggi da dieci sale riccamente arredate, delle quali sette si aprono per la prima volta al pubblico nell'aprile del 1999. L'inizio della sua storia cade nel 1650, quando l'edificio genovese,
dopo otto anni di intensi lavori fu finalmente completato. I disegni allegati al progetto seicentesco documentano l'esistenza dell'appartamento sebbene fosse allora di dimensioni sensibilmente inferiori e, soprattutto, si sviluppasse verso sud. La seconda fase della storia dell'appartamento coincide con la costruzione dell'ala di levante del palazzo. E' questo il momento in cui la facciata principale a nord raggiunge le dimensioni attuali. Rispetto alla situazione di metà Seicento, si ampliò di sole due camere l'appartamento esistente e si allestì contemporaneamente un secondo alloggio con entrata indipendente su Strada Balbi.
Decorazioni settecentesche superstiti sono quelle della cosiddetta anticamera o "sala degli staffieri" e nella volta del salotto "dello stucco lucido". Le altre sale saranno completamente ridecorate a metà del secolo successivo. Sarà solo nei primi anni quaranta del 1800 che l'alloggio con entrata indipendente, già detto della duchessa del Chiablese, fu ingrandito a spese del secondo e il grande appartamento che se ne ricavò fu trasformato secondo l'allestimento visibile ancora oggi. L'appartamento sarà detto a lungo di Vittorio Emanuele II. Non è possibile stabilire con precisione quando il re lo avesse messo a disposizione di Luigi di Savoia, ma è certo che il duca degli Abruzzi, appassionato di nautica, avesse risieduto a Genova e il suo appartamento a Palazzo Reale fu certo sua residenza abituale tra un'impresa e l'altra.