Questa sala introduce nell'ala di levante del Palazzo, quella che conserva pių evidenti le tracce delle trasformazioni sabaude. Qui, in origine, i Durazzo avevano allestito un fastoso salotto, ma dell'antica decorazione sopravvive solo la volta caratterizzata da splendidi stucchi con figure di satiri ad altorilievo ridipinti e ridorati nell'Ottocento. Noto in quella fase come Salotto del Giordano per la presenza dė tre grandi tele di Luca Giordano (1635-1705), due delle quali ancora visibili, rappresentava l'analogo simmetrico del Salotto del Veronese, sul lato opposto rispetto alla Galleria della cappella.
L'attuale, fastosa sistemazione fu realizzata sul modello di quella di altre residenze sabaude all'epoca di Carlo Alberto, intorno al 1842. Le pareti furono rivestite di tappezzerie di velluto rosso cremisi sulle quali risaltano i vistosi stemmi della casa reale sopra le porte di sapore neobarocco che presero il posto dei quadri ricordati qui dallo scrittore genovese Carlo Giuseppe Ratti nel 1780. Sotto l'alto baldacchino a bandinelle in velluto e frange di seta dorata č il trono in legno intagliato e dorato, forse opera dell'ebanista inglese Henry Thomas Peters (att. 1817-I 849).